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Per i miei sessant’anni mi sono concesso la ferrata del Sentiero dei fiori, che parte dal Passo Paradiso (2587 metri), sopra i, Passo del Tonale, e arriva a Capanna Lago Scuro e poi alla Cima Lagoscuro a quota 3166 metri. Come dicono le guide: l’escursione è sicuramente un puro concentrato di adrenalina e scenari mozzafiato immersi in un contesto paesaggistico ricco di rimandi storici e si sviluppa interamente attorno ai 3000 metri di quota sulle impervie creste tra il Castellaccio e il Pisgana, circondati dalle numerose vette e nevai che caratterizzano i ghiacciai dell’Adamello e dell’Ortles Cevedale. Bellissimo ma impegnativo. La stessa guidi afferma: via ferrata, molto esposta, solo per escursionisti esperti dotati di cordino e moschettone con imbracatura, casco e assenza di vertigini. Già, perché le vertigini ci accompagnano su tutto il tracciato della ferrata.

Ma andiamo con ordine. Si parte tranquilli dal Passo del Tonale e si prende la funivia per il passo Paradiso, un bel balzo (senza sforzo) di 570 metri, dai 1884 del Tonale i 2587 metri del Passo Paradiso. Da qui comincia il cammino di avvicinamento alla ferrata. Si sale tra sfasciumi sino al Passo del Castellaccio, usato nella prima Guerra Mondiale come campo base per chi combatteva su queste cime. E’ incredibile pensare a quanti soldati sono passati di qui (e quanti sono morti su queste montagna), e pensare che non erano in sicurezza come noi ma, anzi, camminavano con pesanti zaini sulle spalle, il moschetto e a volte dovano pure portare in cime l’artiglieria pesante smontata a pezzi. Intento, dall’altra parte, dal fronte austriaco, i cecchini cercavano di far secco chi passava. 

(tutte le foto con Canon 5D MK2 e Samyang 12mm f2.8 usato in iperfocale)

Si arriva al Passo del Castellaccio. La legna che si vede era delle baracche dei soldati della prima guerra mondiale.

Al Passo del Castellaccio ci si imbraga, si mette il caschetto e si parte.

La via non  è difficilissima…

…ma in certi punti è impegnativa e non bisogna soffrire di vertigini.

Si arriva al primo ponte tibetano sospeso

Le traversine su cui si poggiano i piedi sono abbastanza lontane tra loro e sono bucate. La sensazione e quella di essere sospesi sul vuoto.

Il ponte è stato realizzato in questo modo per evitare il ristagno della neve invernale che appesantirebbe troppo la struttura.

Si prosegue verso il secondo ponte tibetano. Bellissima la vista sull’Adamello.

Il secondo ponte tibetano supera la cima del Gendarme.

Durante la prima guerra mondiale era stata fatta una passerella di legno per il passaggio dei soldati, ma il fronte era li vicino e gli austriaci potevano colpire facilmente i nostri uomini mentre transitavano. In sole due notti fu allora realizzata una galleria (il buco che si vede sulla sinistra) per mettere in sicurezza il transito. Una galleria realizzata solo con i picconi.

Vicini alla cima

Si sale ancora e la vista è bellissima.

Capanna Lago Scuro.

Cima Lagoscuro a 3166 metri. Di fronte il ghiacciaio del Presena oramai ridotto al lumicino. In estate il ghiacciaio viene coperto con dei teli speciali realizzati dal Politecnico di Milano per limitare lo scongelamento.

Sulla via del ritorno. Bisogna aspettare che passi una cordata prima di riprendere la ferrata.

Rieccoci al Passo del Castellaccio. Gita stupenda, un po’ impegnativa non tanto dal punto di vista fisico (il dislivello non supera i 600 metri totali in salita) quanto per l’attenzione che va posta muovendosi sulla ferrata.

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