Capture One Pro 11, l’alternativa professionale a Lightroom

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Phase One ha recentemente rilasciato la nuova versione di Capture One Pro, la 11, il software di gestione e fotoritocco che offre strumenti per l’importazione di foto digitali, conversione file Raw, regolazione immagine e alcune funzionalità organizzative.
Sono tante le novità della nuova release. Per esempio, un supporto migliore per i livelli, più potenti strumenti di mascheramento e una funzione di markup per aggiungere note alle proprie fotografie. Rispetto a Lightroom, Capture One non ha il riconoscimento facciale, le mappe, la condivisione web o la stampa di libri.

L’interfaccia di Capture One Pro con il browser delle immagini sulla destra (che può essere a scomparsa) e il pannello di sinistra con le opzioni per la modifica del colore

Il prezzo (279 euro più Iva o 20 euro al mese più Iva per l’abbonamento, entrambe le versioni con la possibilità di installarlo su tre computer diversi) lo indirizzano al pubblico dei fotografi professionisti o degli amatori evoluti. Grazie a un accordo con Sony, chi ha acquistato una fotocamera della società giapponese avrà a disposizione una versione gratuita ma limitata, e potrà fare l’upgrade alla versione Pro (ma in grado di leggere solo i file Sony) per 79 euro. Sempre con l’Iva da aggiungere. Capture One Pro è disponibile per macOS (10.10.5 o successivo) e Windows 7 SP1 fino a Windows 10. Entrambe le versioni richiedono una macchina con almeno un processore Core 2 Duo, 4 GB di RAM e 10 GB di spazio libero su disco.

Interfaccia e importazione

Dalle ultime versioni l’interfaccia di Capture One non è molto cambiata e, a mio avviso, è ben ottimizzata e permette di accedere rapidamente ai comandi che servono per il lavoro. Durante l’importazione dei file è possibile far fare al programma le correzioni di base (esposizione, HDR e valori tonali). Quello che trovo molto comodo è la possibilità di lavorare sia con il catalogo delle immagini sia per sessioni. Mi spiego meglio: posso decidere di avere il catalogo con tutte le foto del 2018 (generalmente all’interno della cartella anno organizzo le varie cartelle delle sessioni fotografiche) oppure per ogni uscita fotografica del 2018 creare una sessione che riguarda solo ed esclusivamente quelle fotografie. Lavorando con un computer fisso a casa e un portatile quando sono in giro ho il problema di dover tener sincronizzate le foto sul desktp e su un disco esterno che mi porto appresso. Il catalogo ha i link delle foto legate al disco dal quale sono state acquisite, per cui quando apro il catalogo sul disco esterno i link non combaciano più (questo almeno su Mac, non ho potuto provare con Windows). Con un po’ di lavoro si può ovviare, ma è molto meglio allora lavorare per sessioni che sono vincolate solo al nome della cartella che contiene le foto e i file creati da Capture One. Sincronizzandole tra più computer non ci sono i vincoli legati al nome del disco. Un gran bella comodità. Infine, una delle novità delle versione 11 che riguarda l’importazione è il rilevamento dei duplicati, che ti evita di avere copie di foto non necessarie sul tuo disco (in realtà è una funzione che Lightroom ha da anni).

I pulsanti per la navigazione tra i pannelli (sulla sinistra) e i bottoni per selezionare gli strumenti per il lavoro (sopra)

Capture One ha un’unica interfaccia. Il pannello di sinistra può essere commutato tra 12 visualizzazioni in base a ciò che si vuole fare: Libreria, Cattura, Colore, Esposizione, Lente, Composizione (ritaglio), Dettagli, Regolazioni locali, Regolazioni (compresi i preset), Metadati, Output e Batch. Non tutte le viste sono necessarie e quindi si possono rimuovere per tenere solo quelle d’uso più comune. Per esempio io ne ho attive otto. Nella parte superiore, sono presenti i pulsanti Seleziona, Panoramica, Ingrandimento, Ritaglia, Raddrizza, Correzione, Rimozione spot, Disegna maschera, Bilanciamento bianco e Applica regolazioni. Tenendo premuto sul pulsante si apre un elenco a discesa con tutte le opzioni disponibili per la funzione selezionata.

Dopo aver importato le immagini puoi modificarle utilizzando potenti strumenti di regolazione globali e locali. È una organizzazione del lavoro diversa da quella di Lightroom dove tutte le funzioni disponibili sono presenti nel pannello di sviluppo e inizialmente può disorientare un po’, ma poi ci si rende conto che è molto funzionale. Per esempio, in Esposizione troverai tutte le correzioni che ti aspetteresti, inclusi livelli, curve, contrasto ed esposizione, oltre alla correzione HDR per il recupero dei dettagli delle alte luci e delle ombre nei file Raw.

La funzione di riduzione del rumore è una dei punti di forza del programma e opera in modo più efficiente rispetto a quella presente in Lightroom, offrendo più dettagli dopo la correzione.

Particolare della foto realizzata in ambiente buio con la Fujifilm X-E3 e Fujinon 10-24 f4, importata e ingrandita al 100% senza nessuna impostazione.
Per capire come lavorano i due programmi estremizziamo le impostazioni: aumentiamo al 100% la nitidezza. Gl artefatti sono ben visibili (meno in Capture One Pro ed è migliore a nitidezza).
Portiamo la riduzione del rumora al 50%. La qualità del file di Capture One si vede subito.
Riduzione del disturbo al massimo (sempre con nitidezza al 100%). Il file di Capture One è usabile, quello di Lightroom lascia molto a desiderare

Anche gli strumenti di regolazione locale di Capture One Pro sono interessanti. Possono essere creati ben quattro tipi diversi di layer (livello vuoto, livello pieno, livello clone e livello di correzione) e, dalla versione 11 è possibile anche impostare il grado di opacità del livello stesso. La maschera di livello può essere selezionata grazie a un pennello (la cui dimensione è modificabile) oppure tramite gradiente. Successivamente si possono eliminare le zone che non si vuole entrino nella selezione. Inoltre, si può attivare l’opzione di maschera automatica che aiuta nella selezione di oggetti complessi (per esempio i capelli o le fronde degli alberi).

Nell’Editor colore nella sezione Avanzate è possibile scegliere un colore con l’apposito strumento e modificare i parametri (qui l’ho estremizzato) ampliando o riducendo la ganna di sfumature coinvolte.

Il bilanciamento del colore è un altro dei punti di forza di Capture One Pro. È disponibile sia la regolazione globale, sia quella dedicata alle ombre, ai mezzi toni e alle alte luci. Ma non solo: nell’editor dei colori sono disponibili alte tre ozioni, Base che lavora con la tavolozza dei colori disponibili, Avanzata che permette di selezionare una sfumatura dall’immagine e operare solo su quella, e Incarnato che permette di migliorare il colore della pelle.

Ora si possono fare annotazioni sulle fotografie e le scritte compariranno su un layer specifico.

Un’altra novità della nuova versione è la funzione Annotazioni, utile per l’editing collaborativo delle fotografie. Per esempio il fotografo può inviare note all’agenzia che po’ richiedere dei ritocchi in aree selezionate annotandole direttamente sull’immagine.

La prova sul campo: Capture One 11 contro Ligntroom Classic CC

Comincio col dire che le mie prove sono state fatte con una Fujifilm X-E3 e diverse ottiche. Sino alla versione 11.01 questa macchina non era supportata da Capture One Pro mentre lo era da Lightroom. Alla fine Capture One Pro e Lightroom fanno la stessa cosa: gestione e modifica delle fotografie. Ma lo fanno in modo diverso e spesso con risultati diversi. Per chi è abituato al flusso di lavoro di Lightroom usare Capture One Pro richiede un po’ di studio. Ma i vantaggi ci sono. Innanzitutto lo sviluppo dei Raw fornisce un file più nitido e pulito, quindi con una miglior resa nei dettagli. Per avere un’idea, il file ottenuto da Capture One è simile a quello lavorato in Lightroom ma convertito prima in Dng con Iridient X-Transformer. Inoltre, aumentando la nitidezza su foto ottenute con la X-E3 si vedono molti meno artefatti rispetto a quelli che si ottengono con Lightroom. E per chi fa foto ad alti Iso la funzione di riduzione del rumore è migliore e permette di eliminare il rumore di fondo senza deteriorare l’immagine.
Una volta che si prende la mano con l’interfaccia di Capture One ci si rende conto che si riesce a lavorare più rapidamente con questo programma. Una pecca che ho trovato è l’impossibilità di mettere a confronto un file originale con lo stesso modificato. Si può fare ma occorre creare una variante.

Purtroppo per poter paragonare la foto importata con quella elaborata occorre creare una variante. In questo caso meglio Lightroom che confronta la variante con l’originale senza dover far nulla.

Ma passiamo ai punti dolenti: rispetto a Lightroom, Capture One Pro non supporta una gamma così ampia di file Raw e non offre una gamma così ampia di profili di correzione automatica dell’obiettivo. Infine, Capture One Pro non offre l’ecosistema mobile e basato sul Web di Lightroom, dove le immagini sono disponibili per la visualizzazione e la modifica ovunque e su qualsiasi dispositivo, opzione che personalmente non utilizzo.

Capture One Pro 11
VOTO: 9

Prezzo di listino: 279 euro + Iva
Sito del produttore: Phase One 
In breve: Ottimo software per la gestione e la manipolazione della fotografie. Ottime le funzioni disponibili e la qualità dei file Raw importati. Non tutte le fotocamere sono supportate quindi vale la pena di controllare sul sito del produttore. Il prezzo è piuttosto elevato.


LE NOVITÀ IN CAPTURE ONE PRO 11

Annotazioni: ora puoi aggiungere annotazioni alle tue immagini per mostrare agli altri (o ricordare a te stesso) cosa è stato corretto o cosa è necessario fare. Puoi esportare le annotazioni come livello separato in un file PSD.
Regolazioni a livelli: ora tutti gli strumenti di regolazione sono disponibili nei livelli di regolazione ed è possibile regolare l’opacità del livello per modificare l’impatto delle regolazioni.
Maschera di sfumatura e di rifinitura: le regolazioni locali vengono eseguite utilizzando i livelli di regolazione e le maschere e ora è possibile modificare la sfumatura di una maschera dopo averla creata: non è necessario ridisegnare la maschera da zero. La nuova opzione Maschera automatica consente una mascheratura più precisa intorno a bordi complessi come alberi o capelli.
Visualizzazione della maschera in scala di grigio: per controllare le maschere in eventuali aree mancanti, ad esempio, dove l’immagine è nascosta e la maschera viene visualizzata come un’immagine in scala di grigio.
Miglioramenti sugli effetti cromatici: Editor colore, Bilanciamento del colore, Bilanciamento del bianco e altri strumenti di regolazione del colore sono stati “riprogettati” per transizioni più fluide.
Miglioramenti delle prestazioni: la velocità generale è stata migliorata per risposte più veloci durante la modifica e la regolazione fine delle immagini.
Ricerca dei duplicati: la funzione permette di non importare lo stesso file due volte.

 

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