Siete tentati dal nuovo Fujifilm 8-16mm ma il prezzo non è abbordabile? Venus Optics ha presentato a inizio di quest’anno (ma in Italia non è disponibile da molto) il Laowa 9 mm f/2.8 Zero-D (Zero-D significa zero distorsioni), utilizzabile con Fujifilm, con Sony Aps-C e Canon EF-M (chiaramente gli attacchi sono diversi per le tre fotocamere). Si tratta di una buona ottica, ben ingegnerizzata e costruita che permette di avere un angolo di campo ampio a un prezzo abbordabile. Dico subito che non è comparabile con l’8-16mm Fujinon, innanzitutto perché è un’ottica fissa e non uno zoom, quindi è meno flessibile nell’uso, e poi perché è a fuoco manuale. Inoltre non ha nessun contatto elettrico, per cui nei dati Exif non verrà registrato il diaframma usato. Però, se avete bisogno di un bel grandangolare il Laowa 9mm potrebbe fare per voi. Vi faccio il mio esempio: quando viaggio ho quasi sempre attaccato alla macchina il 16-55mm f2.8, però mi porto appresso anche il 50-230mm come tele e adesso il 9mm che completa la mia dotazione e mi permette di avere un’ottica per ogni esigenza. Viaggiando leggero. Vediamo allora come si comporta questa ottica di Venus Optics. Io ho provato la versione per Fujifilm.

Qualità costruttiva

Le dimensioni del Laowa 9mm a confronto con i Fujinon 23mm f2 e il 10-24 f4.

Appena spacchettato ti rendi conto di quanto piccolo è questo obiettivo. Guardate le foto di paragone qui sopra con il Fujinon 23 f2 e il 10-24 f4. È un po’ più piccolo del piccolo 23mm e sta comodamente in tasca, pronto per essere montato sulla macchina. Ma è più pesante sia per la costruzione completamente in metallo sia per lo schema ottico piuttosto complesso. Infatti ha ben 15 elementi posizionati in 10 gruppi e i progettisti non sono stati avari di elementi speciali.

All’interno troviamo tre elementi ED a bassa dispersione e due elementi asferici. L’elemento frontale è stat protetto con l’idrorepellente Frog Eye Coating (FEC). Il diaframma dell’obiettivo ha sette lame che può essere chiuso fino a di f 22. Come detto l’ottica è completamente in metallo e da una bella sensazione di robustezza. Attenzione però che non è resistente alle intemperie, come per esempio il 23mm f2 che è WR.  È interessante notare che è possibile usare filtri con diametro 49mm, semplici da trovare ed economici. In dotazione c’è il piccolo e funzionale paraluce in metallo. 

Prove tecniche

Per le prove tecniche sull’ottica, non avendo sufficienti attrezzature per farle mi riallaccio ai risultati dei test effettuati da Lens Tip (tutta la prova qui). Ecco in breve cosa ne penso io e i tecnici del sito.

Risoluzione dell’immagine: le prestazioni al centro del fotogramma sono semplicemente sensazionali. Non solo i valori MTF massimi vengono raggiunti già con l’apertura massima, ma anche con f 2.8 e f 4.0 l’obiettivo raggiunge un livello veramente eccellente con valori di 80-81 lpmm. La situazione sul bordo dell’immagine è tutta un’altra cosa. In breve non ha impressionato, ma questo era piuttosto prevedibile se si prendono in considerazione le dimensioni fisiche dell’obiettivo. Solo con f2.8 l’immagine lascia un po’ a desiderare perché gli MTF sono sotto il livello di decenza. Ma già con f4.0 si arriva a 50 lpmm ottenendo immagini più che accettabili. 

Aberrazione cromatica: il Venus Optics Laowa 9 mm f 2.8 Zero-D non presenta praticamente alcun problema relativo all’aberrazione cromatica longitudinale. Anche alla massima apertura è difficile vedere qualsiasi colorazione nelle immagini. Anche le prestazioni relative all’aberrazione cromatica laterale sono buone.

Distorsione: generalmente le fotocamere Fuji correggono la distorsione dell’ottica quando generano il file Jpeg. Stessa cosa fanno i software di elaborazione fotografica che intervengono sul file Raw. Il Laowa non ha contattati elettrici per cui non viene riconosciuto e non ci sono correzioni software effettuate dalla macchina o dai programmi. Però si chiama Zero-D: la correzione delle distorsioni avviene direttamente dai gruppi ottici. Secondo Len Tip la distorsione è pari a -1,06%. Insomma, non è totalmente Zero-D, ma bisogna ammettere che l’obiettivo corregge bene l’aberrazione ottica nonostante un così ampio angolo di campo.

Coma e astigmatismo: un angolo di visione così grande e l’apertura a f 2.8 significano una correzione del coma non facile. Tuttavia, il Laowa ha gestito questo compito in modo decente. Il coma è evidente ma lontano dai livelli elevati di quella aberrazione. L’astigmatismo, inteso come differenza media tra i valori MTF50 orizzontali e verticali, ha raggiunto il 6%. È un risultato considerato molto basso, quindi ottimo. Il livello di aberrazione è fastidioso principalmente a f 2.8 ma da f  4.0 in poi diventa praticamente trascurabile.

Vignettatura: punto dolente di un’ottica come questa di piccole dimensioni.  Alla massima apertura la vignettatura raggiunge il 66% (-3,12 EV), un valore elevato. Sfortunatamente chiudere il diaframma non aiuta in maniera soddisfacente. Con f 4.0 la perdita di luminosità negli angoli del fotogramma raggiunge ancora il 56% (-2,38 EV) e a f 5,6 il livello di vignettatura rimane ancora elevato poiché ammonta al 51% (-2,08 EV). Con f  8.0 la diminuzione della luce arriva al 49% (-1,95 EV), a f 11 è del 47% (-1,85 EV) e a f 16 siamo al 46% (-1,80 EV). In realtà è un problema veramente relativo perché può essere corretto in modo semplice in post produzione con qualsiasi programma di elaborazione fotografica. 

Ghosting and flare: questi sono problemi tipici dei grandangolari spinti. Quando il sole è all’interno dell’inquadratura si acquisiscono i classici bagliori e compare il piccolo ghost. I problemi sono visibili anche quando il sole è vicino all’angolo del fotogramma. 

Impressioni d’uso

Ma in pratica, come funziona questa ottica made in China? Non è possibile confrontarla con prodotti concorrenti perché non ci sono altre ottiche fisse sul mercato con questa lunghezza focale (come ho detto all’inizio non lo reputo comparabile con il Fujinon 8-16mm, sono ottiche troppo diverse per tipo di impiego). L’unica lente che ci si avvicina è il Samyang 10mm f2.8 che però è grosso e pesante (580 grammi contro 215) e non permette di usare i classici filtri molto utili nelle foto paesaggistiche.

Facciamo subito una precisazione: è un super grandangolare, per cui occorre fare un po’ di pratica per usarlo al meglio. Per esempio, è vero che è quasi senza distorsioni, ma se si inclina molto il corpo macchina per far stare un oggetto grande e vicino (per esempio una chiesa o un monumento da riprendere in uno spazio limitato) si avrà una distorsione. Per questa ragione, io tengo montata sulla slitta flash una piccola livella che mi permette di tenere in bolla l’inquadratura. Poi, se comunque voglio far stare tutto in una inquadratura sono cosciente del risultato. Qui sotto due esempi, la prima con la macchina in bolla e la seconda tenendo la macchina inclinata.

Tenendo la fotocamera in bolla le linee sono dritte e ci sono pochissime distorsioni nell’immagine (i muri laterali sono belli dritti, segno che la correzione delle lente funziona bene).
Inclinando la fotocamera per far stare tutto il soggetto nel fotogramma si possono avere risultati di questo tipo.

La definizione delle immagini è veramente buona. Devo dire che non ho trovato un grosso decadimento negli angoli. Qui sotto riporto uno scatto e i particolari al 100% del centro e dell’angolo destro in basso.

Cento dell’immagine al 100%
Angolo destro in basso al 100%

La vignettatura c’è, ma si corregge in modo molto semplice in post produzione. Rispetto al 10-24 f4 l’ottica è un po’ più aggressiva sulle ombre e i mezzi toni. L’immagine è un po’ più contrastata ma complessivamente molto buona. Ho fatto anche delle prove in ambienti chiusi con diaframma a f2.8 o 4 e risultati sono buoni. 

La messa a fuoco manuale è complicata? Beh, con un’ottica di questo tipo, super grandangolare, basta tenere il fuoco a infinito che già a f4 è quasi tutto a fuoco. Discorso diverso se si vogliono fotografare oggetti molto vicini all’obiettivo.

Con un oggetto vicino all’ottica e a f2.8 si riesce a ottenere un po di bokeh.

Il Venus Optics Laowa 9 mm f.2.8 Zero-D si trova su Amazon a 550 euro. Non è un prezzo basso ma è giustificato dalla qualità costruttiva del prodotto. Complessivamente mi piaciuto molto. È piccolo e poco ingombrante ma la qualità degli scatti ottenibili è buona. Chi ha Fujifilm ed è appassionato di ottiche fisse può portarsi appresso questo 9mm, un 23mm (f2 o il pregiato f1.4), il 56mm f1.2 e con poco peso e poco ingombro avere una dotazione eccellente per tutte le esigenze. 

Tabella delle caratteristiche

Lunghezza focale: 9mm
Massima apertura: f/2.8
Angolo di visione:  113°
Compatibilità: APS-C
Struttura delle lenti: 15 elementi in 10 grouppi
Lamelle otturatore:  7
Distanza minima di messa a fuoco: 12cm
Max. Magnificazione: 1:7.5
Diametro dei filtri: 49mm
Dimensione: 60 x 53mm
Peso: 215g
Montatura per: Fuji X, Sony E, Canon EF-M

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