Photolemur, il fotoritocco diventa automatico

Come ti è sembrato il post?

Fototicocco automatico? Siete appassionati di fotografia ma non avete ne tempo ne voglia di imparare a usare un software più i meno professionale per il ritocco delle immagini? Le foto magari vi sembrano decenti ma manca quel qualcosa per renderle veramente accattivanti, Allora, come fare. Ai pigri che non vogliono dedicare tempo allo studio di un programma di fotoritocco o a chi magari il programma lo conosce ma non ha il tempo da dedicare alla propria passione viene incontro Photolemur, un simpatico applicativo basato sull’intelligenza artificiale in grado di migliorare automaticamente la qualità delle nostre fotografie. Diciamolo subito: il prodotto non è in grado di fare quei ritocchi su foto complesse che si possono ottenere con un programma professionale, ma per una buona percentuale delle nostre foto può apportare rapidamente qui ritocchi che sono necessari e sufficienti per migliorare la qualità dell’immagine.

Partiamo da un presupposto: l’occhio umano vede il mondo molto più vividamente di quanto qualsiasi macchina fotografica possa riprodurre, quindi si può rimanere delusi dai risultati immediati che si vedono a schermo, e se non si ha un po’ di esperienza con un programma di fotoritocco difficilmente si potranno ripristinare le sensazioni provate nel momento dello scatto.

Il menu di esportazione dei file elaborati da Photolemur.
Salvando il file su disco si può accedere a un menu avanzato per modificare alcuni parametri del salvataggio.

Photolemur è il primo programma in grado di importare, valutare ed elaborare un’immagine in modo autonomo. L’utente non deve fare nulla. Anzi, per un utente esperto il limite dell’applicativo è che non si può intervenire su nessun parametro dell’elaborazione ma va accattata così com’è. Ma i pilastri portanti di Photolemur sono proprio velocità e semplicità. Quindi nulla è lasciato all’utente.

Ecco come lavora

Photolemur utilizza l’intelligenza artificiale per riconoscere oggetti, volti, alberi, cielo, fogliame e altro; distingue tra ritratti, paesaggi e fotografie macro e applica i miglioramenti appropriati per ciascun tipo di immagine. Sono dodici le tecnologie dietro il lavoto del programma:

1) Recupero del colore: ripristina la brillantezza dei blu, giallo e rosso, operando anche sulle sfumature intermedie, regolando istantaneamente i colori, in modo da farli apparire naturali.
2) Miglioramento del cielo: separa le nuvole dal cielo, ripristina il loro volume, accentua i dettagli.
3) Compensazione dell’esposizione: rileva e compensa le impostazioni di esposizione imprecise schiarendo o scurendo leggermente le immagini.
4) Correzione della luce naturale: considera l’ora del giorno in una foto e regola i toni, l’esposizione e il contrasto per far risaltare i colori naturali e l’illuminazione della mattina, della sera, dell’alba o del tramonto.

Foto elaborata da Photolemur
Foto originale

5) Compensazione del colore delle foglie: seleziona singoli alberi, foglie e qualsiasi altro tipo di pianta o arbusto e regola colori, nitidezza e altre caratteristiche.
6) Riduzione del disturbo: trova e rimuove il rumore digitale indesiderato negli scatti ad alti Iso per scarsa illuminazione.
7) Rimuovi foschia intelligente: rileva e rimuove foschia innaturale, nebbia, polvere, smog e altri elementi di distrazione.
8) Migliora le tinte: trova la migliore soluzione di tinta – più calda o più fredda – analizzando diverse variabili dello scatto.
9) Ritocco del viso: rileva i volti, quindi lavora per ripulire eventuali imperfezioni.

File originale
Immagine elaborata da Photolemur

10) Fix del Jpeg: trova e corregge gli errori nelle immagini Jpeg eliminando gli artefatti di compressione.
11) Elaborazione dei file Raw: pur essendo dedicato più a chi conosce poco del ritocco fotografico, il programma elabora al meglio anche i file Raw.
12) Raddrizza ‘orizzonte.

La prova pratica

L’uso del prodotto è veramente semplice: si avvia l’applicazione e compare un menu nel quale trascinare le foto che si vuole elaborare. Si trascinano e automaticamente vengono elaborate. Compaiono poi in un pannello dal quale possono essere visualizzate (con la tendina del prima e dopo la cura). A questo punto si possono salvare su disco, oppure pubblicare su Facebook, Twitter, Flickr, Snapheal, oppure inviare via mail. Le varie opzioni sono già preimpostate per la miglior dimensione supportata dal media. Se si sceglie di salvare l’immagine su disco si può aprire un pannello di impostazioni avanzate per stabilire il formato e le dimensioni della fotografia.

Il file originale
Il file elaborato con Photolemur
Il file elaborato con Lightroom

Sulla carta le premesse per ottenere buoni risultati dall’elaborazione automatica delle proprie immagini ci sono tutte. Ma come funziona veramente il prodotto? Qui di seguito riporto alcune immagini in risoluzione reale, prima l’originale, poi la foto elaborata con Photolemur e infine quella elaborata con un programma professionale di ritocco fotografico, così potete valutare autonomamente i risultati.
Dal mio punto di vista il prodotto è ottimo per chi, principiante o meno, non ha tempo e voglia di elaborare le proprie foto. Vuole un miglioramento dello scatto senza stare a pensare a modifiche elaborate. Non è il prodotto per il fotoamatore evoluto che ha dimestichezza con programmi di fotoritocco avanzati, anche se a volte può essere utile per fare in batch il lavoro base su un gran numero di foto. Per l’utente evoluto la caratteristica principale del programma (la facilità d’uso) è anche il limite maggiore, perché non può intervenire cambiando i singoli parametri dell’elaborazione.

Il file originale.
Il file elaborato con Photolemur.
Il file elaborato con Capture One.

Photolemur costa 35 dollari, un prezzo contenuto rispetto alle potenzialità che può offrire a chi non ha voglia di studiarsi un programma di fotoritocco, e comunque molto basso rispetto ai programmi professionali di editing fotografico. A questo link è possibile scaricare il programma per poterlo provare gratuitamente per 30 giorni. Alla scadenza della del periodo di prova è comunque possibile usare ancora l’applicativo ma nel salvataggio verrà inglobato nella foto il logo di Photolemur.

La foto originale.
In questo caso Photolemur mostra il proprio limite perché non da la possibilità di modificare le linee cadenti del grandangolo.
La foto elaborata e raddrizzata con Capture One.
Foto originale
Ecco un altro caso in cui si nota il limite di Photolemur: la bambina in controluce è sì rischiarata ma solo di poco.
Con un programma professionale come Lightroom si può lavorare meglio sulle ombre. Però richiede tempo e conoscenza dell’applicativo.

 

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