Visitare Como: le 5 cose da non perdere

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Como è una bella città sul lago omonimo. Dopo che sono state eliminate le bruttissime paratie che impedivano la vista del lago è consigliabile passeggiare sul lungolago, specialmente in primavera. Ma cosa si deve assolutamente vedere in questa bella cittadina lombarda? Quali sono le chiese, i monumenti che vanno, i musei da visitare? Ecco allora i cinque siti che non dovete assolutamente perdere.

1 – La Cattedrale di Como 

Lunga 87 metri, larga 36-56 metri, alta 75 metri al culmine della cupola, progettata da Filippo Juvarra, presenta un impianto a croce latina con tre navate e transetto sormontato da un’imponente cupola. All’interno vi sono custoditi arazzi del XVI secolo e XVII secolo, eseguiti a Ferrara, Firenze, Anversa e dipinti cinquecenteschi di Bernardino Luini e di Gaudenzio Ferrari.

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2- Basilica e collegiata di San Fedele

L’attuale chiesa risale al 1120. La costruzione è romanica: l’originale impianto a tre navate irregolari innestate su un impianto centrale, pure irregolare per la minor dimensione dell’abside principale rispetto alle due del transetto, percorse da ambulacri coperti dai matronei. Posteriore è la volta a botte sulla navata centrale con ossatura ad archi-timpano. I restauri di Antonio Giussani hanno alterato la facciata (1914) e il campanile (1905).

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3- Il Tempio Voltiano

Realizzato in occasione del primo centenario della morte di Alessandro Volta (1745-1827) il Tempio voltiano fu inaugurato nel 1928. Al piano terra sono esposti antichi strumenti scientifici legati alle sperimentazioni di fisica compiute da Alessandro Volta. La galleria del primo piano è dedicata al personaggio Alessandro Volta, agli onori a lui attribuiti nel corso della vita e nei secoli successivi. Come un racconto, l’esposizione ripercorre le tappe più importanti della sua vita, fino a delineare alcuni caratteri personali e privati di Alessandro Volta attraverso brevi citazioni di lettere ai famigliari.

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4- Villa Olmo

Villa Olmo deve il suo nome a un magnifico olmo che però oggi non esiste più. D stile neoclassico venne fatta edificare dal marchese Innocenzo Odescalzi. La costruzione iniziò nel 1782 e venne ultimata nel 1797. Successivamente la villa fu venduta alla famiglia Raimondi e poi (nel 1883) al duca Guido Visconti di Modrone, che effettuò interventi di restauro e miglioramento all’interno e all’esterno del fabbricato. Dal 1924 la villa appartiene al Comune di Como ed è sede di numerose manifestazioni, congressi, simposi e spettacoli. Attualmente la villa è in restauro (che riguarda soprattutto gli esterni, mentre gli interni rimangono visitabili) e i lavori dovrebbero terminare entro fine marzo 2018

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5 – Il lungolago sino a Villa Olmo e il Chilometro della conoscenza

La bellissima passeggiata che porta sino a Villa Olmo è ricca di incantevoli panorami e di ricche ville patrizie (molte delle quali di proprietà del Comune di Como che le utilizza per manifestazioni e spettacoli. Da Villa Olmo a Villa del Grumello si snoda un bel percorso tra natutra e cultura, chiamato “Il chilometro della conoscenza”.  Nel parco di Villa Sucota, sede dal 2010 della Fondazione Antonio Ratti (FAR), sono accessibili le strutture del compendio: il padiglione della musica, la limonaia, la serra e il belvedere. Lungo i percorsi sono state installate opere d’arte contemporanea create appositamente per il parco da artisti che hanno collaborato negli anni con la FAR. A Villa del Grumello aperti alcuni siti di pregio recentemente restaurati, come la Cappellina Celesia.

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