Girando per l’Italia spesso si trovano dei piccoli gioielli poco pubblicizzati e conosciuti, ma che vale la pena visitare. Uno di questi è la Chiesa Parrocchiale Monumentale di San Gaudenzio a Baceno,  un piccolo comune in Val Antigorio/Formazza, vicino al più famoso Crodo. Nella valle scorre il Toce e a qualche chilometro di distanza si possono ammirare anche le bellissime cascate del Toce (non sono sempre aperte e conviene informasi qui sulle date e gli orari di apertura). Dopo aver visto le cascate, scendendo in auto verso Baceno si vede subito la sua chiesa e colpisce immediatamente per la sua dimensione, sproporzionata rispetto alla dimensione del paese. Ma storicamente il paese ha ospitato importanti personaggi che hanno messo mano alla sua costruzione e modifica. 

I primi documenti che testimoniano l’esistenza di una primitiva cappella, risalgono ai primi anni del 1000. La cappella a pianta rettangolare era ubicata ove attualmente vi è il presbiterio. Costruita in romanico lombardo, fu dedicata a S. Gaudenzio, primo vescovo di Novara (337-417). Il primo ampliamento va collocato fra il XII e il XIII secolo. Non essendovi spazio sufficiente, fu mutato l’orientamento, nord-sud, edificando quella parte che oggi è la navata centrale (comprese le due navatelle) e la facciata romanica compresa fra le due lesene.

Diffondendosi sempre più il cristianesimo fra le genti di Antigorio, si avvertì la necessità di un nuovo ampliamento e di un abbellimento della chiesa con l’aggiunta delle attuali navate laterali. L’occasione fu data nel 1486 dal matrimonio di Bernardino de Baceno, valvassore imperiale di Antigorio e Formazza, con la nobildonna Ludovica Trivulzio, figlia di Antonio Trivulzio, rappresentante del duca di Milano in Ossola.

 

 

Verso la fine del XV secolo fu dato inizio ai lavori per la costruzione delle navate laterali evidenziando così lo stile Gotico, e contemporaneamente ebbe inizio la stesura degli affreschi che furono completati solo nel 1542 con la grande Crocifissione sulla parete di destra del presbiterio.

A partire dall’ultima decade del Cinquecento, in conseguenza delle nuove norme dettate dal Concilio di Trento, l’interno della chiesa fu soggetto a nuovi interventi tali da modificarne sensibilmente la struttura, col conseguente risultato che il Barocco venne ad aggiungersi al Romanico ed al Gotico.

L’interno della Chiesa

All’ingresso si evidenzia l’ampiezza della chiesa basilicale a cinque navate, divise fra loro da quattro serie di diverse colonne. Il pavimento in notevole salita è formato da lastroni di serizzo. Il dislivello fra l’inizio della navata e la base dei gradini del presbiterio è di circa 90 centimetri.

 

Le navate laterali, sono formate da 10 crociere affrescate. Oltre all’imponente ciborio che costituisce l’altare maggiore, si possono ammirare altri sette altari laterali dedicati rispettivamente a: san Rocco, san Giovanni Battista, santa Vittoria, Beata Vergine Maria, san Pietro, sant’Antonio abate e san Carlo Borromeo.

In fondo alla navata di levante si può ammirare il cinquecentesco Battistero costituito da un piedistallo in marmo bianco di Crevoladossola sormontato da un ciborio ligneo contenente la vasca battesimale.

A ponente della chiesa nel 1628 fu eretta la cappella della confraternita del Ss. Sacramento, oggi adibita a cappella invernale e destinata a custodire il Santissimo Sacramento.

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