Steve McCurry al Mudec di Milano. Nasce Mudec Photo, il nuovo spazio espositivo del Museo delle Culture dedicato alla fotografia d’autore, che completa l’offerta di un museo sol nel 2015 ma ben radicato nella cultura milanese.

Mudec Photo è un progetto che coniuga la più alta ricerca e indagine artistica con la capacità di narrazione innata tipica della cosiddetta “ottava arte”. Due grandi mostre temporanee all’anno e una serie di attività legate al mondo della fotografia animeranno lo spazio a partire dal 16 dicembre 2018.

Quale fotografo poteva essere scelto per l’apertura della nuova sezione del Mudec se non Steve McCurry il famoso fotografo che presenta al pubblico Animals, un progetto espositivo appositamente creato per il Museo delle Culture a cura di Biba Giacchetti, e che rimarrà aperto al pubblico fino al 31 marzo 2019. 

Gli animali sono infatti i protagonisti dei 60 scatti iconici, tra famosi e meno conosciuti, che racconteranno al visitatore le mille storie di vita quotidiana che legano indissolubilmente l’animale all’uomo e viceversa. Un affresco corale dell’interazione, della condivisione, che tocca i temi del lavoro e del sostentamento che l’animale fornisce all’uomo, delle conseguenze dell’agire dell’uomo sulla fauna locale e globale, dell’affetto che l’uomo riversa sul suo “pet”, qualunque esso sia.

Per creare la mostra Animals autore e curatrice hanno lavorato all’unisono addentrandosi nell’immenso archivio del fotografo per selezionare una collezione di immagini che raccontassero in un unico affresco le diverse condizioni degli animali. Il percorso della mostra lascia al visitatore la massima libertà, pur fissando un’invisibile mappa articolata su diversi registri emotivi, in grado di alternare le immagini più impegnative ad altre di grande leggerezza e positività.

Immagini dure, dove la natura, quando si scatena, segna e cambia definitivamente la morfologia del territorio; immagini di animali che ci raccontano in realtà storie di sopravvivenza umana; ma anche racconti più soavi, poetici o ironici, come i ritratti di animali, fieri protagonisti in simbiotica posa con i loro padroni (ora un cane fashionista tinto di rosa a Hollywood, ora un serpente a guisa di collana in un supermercato americano), e ancora una capra, una scimmia, un’iguana o due topolini bianchi scelti come “testimonial” di questa mostra. Un’arca di Noè che entra nel mirino di McCurry per raccontare la straordinaria identità di legami sentimentali a tutte le latitudini.

INFO UTILI

SEDE ESPOSITIVA: Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56)

DATE MOSTRA:  dal 16/12/2018 al 31/03/2019

BIGLIETTI: Intero € 8 | Ridotto € 6

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: www.ticket24ore.it – Tel. +39 0254917 | mudec.it

Ecco allora alcune delle foto che potremo vedere alla mostra Animals del Mudec

L’immagine dei cammelli su un fondale infuocato risale alla fine della prima Guerra del Golfo. McCurry aveva dedicato l’intero servizio all’impatto della guerra sul sistema ecologico e sulla fauna. La foto vinse il primo premio della Children Jury del World Press Photo Contest 1992. Bambini di tutto il mondo avevano votato questa immagine che continua a essere un’icona assoluta, un monito sui rischi chel’uomo arreca al futuro del pianeta.
Steve McCurry – Al Ahmadi, Kuwait – Anno: 1991
Credito fotografico: © Steve McCurry
Sul Walk of Fame di Los Angeles, un signore con un barboncino al guinzaglio rende omaggio a un grande produttore cinofilo. David Wolper aveva prodotto nel 1966 It’s a Dog World, un film dedicato sulla vita dei cani.
Steve McCurry – Los Angeles, Stati Uniti – Anno: 1991
Credito fotografico: © Steve McCurry
L’immagine del ragazzino con il giovane elefante inun centro di ripopolamento thailandese è la copertina di On Reading di McCurry: un’immagine che ilfotografo ama in quanto induce alla riflessione. Crediamo di scorgervi un rapporto tra i due protagonisti; in realtà l’elefantino si sta solo grattando: è l’immaginazione dell’osservatore aprodurre la storia istantaneamente colta da McCurry. Non sempre ciò che crediamo di vedere avviene realmente. È la magia della fotografia.
Steve McCurry – Chiang Mai, Thailandia – Anno: 2010
Credito fotografico: © Steve McCurry
Steve McCurry – Mongolia –Anno: 2018
Credito fotografico: © Steve McCurry
Questa immagine appartiene a Monsoon, il primovolume dedicato da Steve McCurry all’impatto deimonsoni in tutto il Sud-Est asiatico (1988): un lavoro ispirato da Brian Brake (1927-1988), fotografo neozelandese che lo aveva affascinato nella sua adolescenza con un lavoro su questo stesso tema. McCurry lo incontrò verso la fine della sua vita; nel 2016 si è tenuta a Hong Kong una mostra dedicata a entrambi.
Steve McCurry – Porbandar, India –Anno: 1983
Credito fotografico: © Steve McCurry
Steve McCurry – Valle del fiume Omo, Etiopia – Anno: 2013
Credito fotografico: © Steve McCurry
A Kabul il sabato mattina è giorno di mercato e di combattimenti tra cani, cui assistono centinaia di persone. La razza di cani pastore Kuchi possiede un coraggio indomito, derivante da un istinto diprotezione sia del proprio branco sia dell’uomo per ilquale è pronto a tutto. In Afghanistan i combattimenti tra cani erano fuori legge sotto il dominio deitalebani, ma purtroppo, nonostante l’allarmeinternazionale, sono tornati a diffondersi.
Steve McCurry – Kabul, Afghanistan – Anno: 2002
Credito fotografico: © Steve McCurry

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