L’atrio verso l’ingresso

La Basilica sei Sant’Ambrogio fu edificata tra il 379 e il 386 per volere del vescovo di Milano Ambrogio. Fu costruita in una zona in cui erano stati sepolti i cristiani martirizzati dalle persecuzioni romane. Per questo venne dedicata ai martiri ed era chiamata Basilica Martyrum. Sant’Ambrogio stesso vi venne sepolto (397) e da allora cambiò nome, assumendo quello attuale. La basilica attuale rispetta scrupolosamente la pianta di questa basilica paleocristiana: tre navate absidate, senza transetto, con quadriportico antistante.

L’ambone in marmo, sorretto da una serie di colonnine antiche di riuso e appoggiato a un sarcofago paleocristiano, è riconosciuto come una delle più importanti espressioni del romanico lombardo.
L’ambone fu realizzato tra il 1130 e il 1143 veniva utilizzato dai monaci e dai canonici per le funzioni liturgiche.
Le due sculture in rame sbalzato e dorato che raffigurano un’aquila (San Giovani Evangelista) e un angelo (San Matteo) offrono una straordinaria testimonianza sulla metallurgia medioevale.

La chiesa venne pesantemente colpita dai bombardamenti anglo-americani del 1943 che distrussero soprattutto la parte esterna del portico, danneggiando la cupola della basilica, il mosaico alle spalle dell’altare ed altre parti esterne della chiesa. Negli anni successivi ebbero inizio i restauri che negli anni ’50 riportarono la basilica al suo antico splendore.

Il Battistero
Ciborio e Altare d’oro

La Cripta
I corpi dei santi Ambrogio (al centro), Gervaso e Protaso, questi ultimi con la palma del martirio.

 

Il tour virtuale della basilica qui.

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