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Il castello di Bardi, detto anche castello Landi, è un’imponente fortificazione che sorge su uno “scoglio” di diaspro rosso nell’omonimo paese in provincia di Parma. Posto al centro della valle del Ceno, l’edificio sovrasta il punto in cui il torrente Noveglia confluisce proprio nel Ceno. Anche se oggi la posizione geografica del paesino sembra defilata e fuori dalle rotte commerciali e turistiche, nel medioevo, quando differenti erano i percorsi e le necessità di controllo del territorio, si trattava di un’importante tappa sul percorso della via degli Abati. Inoltre, non lontano transitavano i pellegrini della via Francigena.

Il nome “Bardi” deriva da Longobardi. L’esistenza di una fortezza che viene costruita agli inizi del IX secolo e completato agli inizi del X secolo. Risale al regno di Berengario del Friuli. Nell’898 l’edificio venne venduto al vescovo di Piacenza Everardo, che ne fece un sicuro rifugio in caso di aggressione da parte degli Ungari che in quei tempi razziavano la Pianura Padana.

La rocca è un complesso fortemente articolato, interamente edificato in pietra, cresciuto nel tempo intorno alla mole del mastio. È completamente circondato dalle mura scarpate, dotate di cammino di ronda interamente percorribile, la cui forma irregolare segue la conformazione dello sperone roccioso.

L’interno comprende vari edifici, posti su diversi livelli: la residenza, gli alloggi delle milizie, la cappella, la sala della tortura; tutti collegati tra di loro e con la corte interna e la piazza d’armi da tortuose e strette scale che, come espediente difensivo, girano tutte verso destra. Una sola torre rotonda sporge da uno spigolo del palazzo.

L’ingresso dove una volta c’era il ponte levatoio.
Uno dei torrioni.
Gli edifici interni al castello.

Dove c’è un castello, prima o poi compare anche il relativo fantasma. Quello di Bardi ha la particolarità di essere stato addirittura “fotografato”. La vicenda inizia nel 1995 con una serie di segnalazioni alla redazione del giornale di Parma Lettere e contrasti e con due giornalisti, Gianni Santi e Daniele Kalousi, che se ne interessano, pernottano all’interno della fortezza e fotografano una forma instabile e lattiginosa che si materializza alle spalle di uno dei due. La storia fa clamore, va in onda sulle principali emittenti televisive italiane e un appassionato di esoterismo, Daniele Gullà, fotografa a sua volta, ma con un sistema termico, la sagoma di un cavaliere inginocchiato. Scoppiano le inevitabili polemiche.

(fonte: Wikipedia)

Gli interni del castello


 

 


La sala delle torture

 

La vista dal castello

Il cortile principale
Parte del paese di Bardi visto dal castello con la chiesa di San Giovanni.
Il centro del paese di Bardi con la bella chiesa di Santa Maria Addolorata.

La Chiesa di Santa Maria Addolorata

Se si va a vedere il castello di Bardi non ci si deve dimenticare di fare una visita alla Chiesa di Santa Maria Addolorata, sia perché è una belle chiesa sia per la presenza all’interno di un bellissimo quadro del Parmigianino.

Sposalizio di Santa Caterina e i Santi Giovanni Evangelista e Giovanni Battista del Parmigianino (1551-1552).
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