Il palazzo delle Terme Berzieri è un edificio dalle forme liberty e déco, situato in piazza Berzieri a Salsomaggiore Terme. In seguito alla scoperta nel 1839 delle proprietà curative delle acque salsobromoiodiche di Salsomaggiore da parte del dottor Lorenzo Berzieri, nel 1847 il governo ducale di Parma vi autorizzò la realizzazione di un primo stabilimento, che fu aperto dal dottor Giovanni Valentini all’interno di un’abitazione privata, gestita inizialmente dal maestro elementare Lodovico Rocca. Nel 1850 la concessione fu affidata al conte Alessandro D’Adhèmar, che riutilizzò uno dei porticati annessi alle antiche saline del paese, adattandolo ad edificio termale, inizialmente dotato di dodici camerini da bagno.

La costruzione dell’edificio fu promossa dal demanio pubblico, che finanziò ed avviò il cantiere nel 1914. I lavori, rallentati a causa della necessità di mantenere in funzione gli impianti di erogazione dell’acqua termale della vecchia struttura neoclassica, interessarono dapprima l’ala destra ed il fabbricato macchine. La prima guerra mondiale causò una pausa nel cantiere, che riprese al termine del conflitto sotto la direzione dell’architetto Ugo Giusti. La facciata fu allora disegnata con leggere modifiche rispetto al progetto originario, grazie agli apporti del pittore e scultore fiorentino Galileo Chini, che si ispirò alle architetture orientali che aveva studiato durante la sua permanenza a Bangkok fra il 1911 ed il 1914.

Il colossale cantiere, che costò l’enorme cifra di 23 milioni di lire dell’epoca, richiese la manodopera di centinaia di muratori, marmisti e decoratori, ai quali si aggiunsero i fabbri dell’officina di Antonio Veronesi, che forgiarono le decorazioni in ferro, gli artigiani delle Fornaci Chini di Borgo San Lorenzo, che crearono le numerose ceramiche, ed i vari marmisti, che lavorarono i marmi rossi di Verona, bianchi di botticino da Rezzato, bianchi di Carrara e gialli di Siena, oltre ai travertini di Rapolano. Fu inoltre chiamato per la realizzazione degli affreschi interni il pittore cremonese Giuseppe Moroni, che dipinse il trittico della controfacciata.

 

Il calco in gesso dei beni in facciata

L’inaugurazione della struttura, definita all’epoca le più belle terme del mondo, si tenne solennemente il 21 maggio 1923, alla presenza del ras di Cremona Roberto Farinacci e di numerosi ministri fascisti. Ad essa seguì nel 1941 una seconda cerimonia di inaugurazione alla presenza del Duce Benito Mussolini, in occasione della trivellazione in zona di alcuni pozzi petroliferi.

Gli affreschi all’interno che riprendono l’art déco di Gustav Klimt: l’autunno
La primavera

L’enorme palazzo si sviluppa simmetricamente sul retro dell’imponente facciata principale, allungandosi con tre ali parallele verso l’edificio dell’Istituto Chimico, che, seppur leggermente distaccato delle Terme, si innalza in continuità col suo perimetro esterno. Nel suo complesso l’edificio presenta tratti stilistici derivati in parte dal liberty e dall’arte orientale siamese, ma soprattutto dall’art déco, su ispirazione della secessione viennese e di Gustav Klimt.

La dea Igea con le sue ancelle, tempera di Giuseppe Moroni sopra l’ingresso delle terme.

Gli interni sono caratterizzati dalla stessa ricchezza ornamentale della facciata. In particolare, l’atrio a doppia altezza è interamente rivestito con marmi, ori, stucchi e dipinti, tra cui il grande trittico della controfacciata raffigurante la dea Igea con le sue ancelle, realizzato a tempera da Giuseppe Moroni.

Dall’ampio atrio si accede a un grande salone rettangolare, aperto sul doppio scalone monumentale, decorato in sommità da rosoni in stucco e vetrate colorate; i due pianerottoli sono inoltre arricchiti da grandi specchi con cornici ornate in stucco e metallo. Il primo piano, sulle cui pareti si stagliano due dipinti raffiguranti l’Autunno e la Primavera, realizzati nel 1922 da Galileo Chini, si affaccia con un loggiato e due bow-window sull’imponente ingresso, coperto da una grande vetrata blu e verde. (Fonte Wikipedia)

Lo studio del medico.
Una delle vecchie stanze delle cure.
Gli scaloni interni.

Le decorazioni. Questa rappresenta un gufo.

 

Le terme di notte
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1 Comment

  1. […] 2). Quando si riduce la dimensione dell’immagine i risultati sono ottimi (vedi il post “Terme Berzieri a Salsomaggiore” dove tutte le immagini sono state elaborate con Lightroom Classic CC versione 8), ma quando […]

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