Ecco la notizia da Repubblica: “Decollo avvenuto. Alle 17.41 ora italiana (di venerdì 28 luglio, ndr), come previsto, la Soyuz ha lasciato la base russa di Baikonur, nel Kazakistan, per portare in orbita Paolo Nespoli. Con lui sono partiti il russo Sergey Ryazansky, al comando della navetta, e l’americano Randy Bresnik.”

Chi meglio di lui incarna l’ideale di chi è over 50 ma ha 35 anni dentro? Chi non vorrebbe, al di la dall’età, riuscire a fare qualcosa di speciale? Beh, Paolo lo ha fatto. Non ci sono solo sogni o speranze. C’è la realtà da concretizzare. Se si vuole intraprendere qualcosa di speciale, qualcosa a cui si tiene molto, Paolo ci dice che si può fare ma a due condizioni: bisogna crederci e soprattutto bisogna lavorare duramente per raggiungere il proprio obiettivo. E nulla è impossibile. Il nostro astronauta nazionale ha dovuto lavorare duramente per dimostrare che,. al di la dei sassant’anni, aveva le potenzialità fisiche e psichiche per intraprendere un simile viaggio. Pensate solo alle accelerazioni a cui è sottoposto il corpo durante la fase di decollo. Altro che Formula 1. Sei ore per arrivare alla Stazione Spaziale Internazionale e altre due prima di riuscire a entrare. E poi microgravità per sei mesi.

Il primo twitt di Nespoli è stato: “Pronto a ripartire per la StazioneSpaziale con @AstroKomrade e @Ryazanskiy_ISS. Missione VITA”

 

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