La Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale di Milano ospita già dal 2 dicembre 2017 e fino al 4 febbraio l’evento “Strehler fra Goldoni e Mozart. Mostra-Laboratorio”, una rassegna dedicata alla figura del grande regista teatrale, curata da Lorenzo Arruga, che gli è stato vicino come studioso di teatro e di musica, promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale, in collaborazione con Piccolo Teatro di MilanoTeatro alla Scalae Mondo Mostre Skira, con la partecipazione della Fondazione Cerratelli, del Teatro dei Documenti e di Teche RAI. Sponsor tecnico Promos Comunicazione. Media partner Radio Montecarlo.

Ferruccio Soleri (1977) in “Arlecchino” © Luigi Ciminaghi / Archivio Piccolo Teatro di Milano

“A vent’anni dalla scomparsa, Milano rende omaggio alla figura di Giorgio Strehler, maestro della regia teatrale italiana del Novecento. Fondatore insieme a Paolo Grassi e Nina Vinchi del primo teatro stabile pubblico d’Italia, il Piccolo Teatro di Milano, Strehler contribuì in modo determinante, negli anni appena successivi alla fine della Seconda Guerra mondiale, alla rinascita culturale nella nostra città dalle macerie fisiche e morali causate dalla dittatura nazifascista – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Ed è proprio la Sala delle Cariatidi, che porta ancora visibili le cicatrici delle ferite di quella guerra, a ospitare una mostra-laboratorio che aiuta a ripercorrere il processo creativo di uno dei personaggi più importanti della storia del nostro teatro”.

“Baruffe” Edizione del 1992 – 1993 © Luigi Ciminaghi / Archivio Piccolo Teatro di Milano

La mostra, allestita in modo innovativo, offre un’immagine ariosa e suggestiva del teatro di Strehler, attraverso video di sintesi degli spettacoli e di approfondimento su tecniche e personaggi, fotografie di momenti diventati famosi, bozzetti e figurini, modellini, elementi di scenografia come la famosa statua del Commendatore del Don Giovanni e costumi memorabili, che ripercorrono la vicenda teatrale di Strehler, dalla felice età delle prime invenzioni e delle speranze, nell’innocenza di Arlecchino servitore di due padroni e Il ratto dal serraglio, alle dure conquiste del Don Giovanni e del Così fan tutte.

Maddalena Crippa e Bruno Zanin (1975) in “Campiello” © Luigi Ciminaghi / Archivio Piccolo Teatro di Milano

Strehler fra Goldoni e Mozart è un’esposizione critica, che si distingue tra le varie manifestazioni per ricordare Giorgio Strehler, a vent’anni dalla morte. In una società che viene costantemente invitata a prendere conoscenza fulminea ed effimera di tutto quanto si può, la lezione di Strehler invita il visitatore a impossessarsi di realtà da capire e condividere.

Immagini, suoni, parole, devono portare a pensare in prima persona, ognuno con la propria cultura e il proprio mondo: emozioni e rivelazioni, ricordi e scoperte di una meravigliosa stagione milanese possono aiutare a far crescere la propria coscienza e il proprio orgoglio.

Si tratta di una vera mostra-laboratorio, dove ricerca e invenzioni sono proposte direttamente al pubblico, come un lavoro che continua e che offre spunti futuri. In questo spirito, nella Sala delle Cariatidi è stata allestita una pedana (quella dell’Arlecchino!) su cui si alterneranno gli interventi di ospiti famosi legati a Strehler e al suo mondo.

Giorgio Strehler (1977) © Luigi Ciminaghi / Archivio Piccolo Teatro di Milano

L’esposizione si inserisce in un momento particolare, in cui si celebrano i settant’anni dalla fondazione del Piccolo Teatro e dall’esordio di Strehler alla Scala, venti dalla morte del musicista Fiorenzo Carpi, dieci dalla morte dello scenografo Luciano Damiani, suoi stretti collaboratori.

Strehler fra Goldoni e Mozart. Mostra-Laboratorio hanno partecipato i Laboratori e gli Archivi del Piccolo Teatro e della Scala; Chiara Donato ha operato la scelta dei costumi esposti; la Fondazione Cerratelli e il Teatro dei Documenti hanno fornito il loro prezioso aiuto e Teche RAI ha messo a disposizione i propri archivi.

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