Secondo l’Organizzazione mondiale del turismo, l’industria del turismo genera 5 miliardi di dollari al giorno e rappresenta il 10% del PIL globale. Oltre alla sua importanza economica, il viaggio è ovviamente anche una fonte di arricchimento personale per i viaggiatori. L’incontro con persone sconosciute, culture, luoghi, nuove esperienze da mettere nel proprio bagaglio culturale.

C’è da dire però che il turismo contribuisce ugualmente alla distruzione dei luoghi più belli del pianeta e causa il 60% delle emissioni di CO2 generate dal traffico aereo. E la concorrenza nel settore è spietata. La bancarotta di Thomas Cook ha svelato in questi giorni la crisi che sta attraversando il settore turistico.

Dovremmo forse smettere tutti di viaggiare? In che modo gli attori del settore turistico, incluso HomeExchange, dovrebbero risolvere il problema dell’impatto del viaggio e del turismo? Charles-Edouard Girard, presidente di HomeExchange, sostiene che è il tempo di avviare un cambiamento sia nel settore turistico che tra i consumatori.

In che modo gli attori del settore turistico possono far evolvere positivamente il viaggio?

  • Ammettere che i voli inquinano l’ambiente e sviluppare dunque offerte di viaggio responsabili e sostenibili
  • Creare un’offerta personalizzata che non sia più costosa per i clienti
  • Rendere autentico il viaggio, ovvero utilizzare lo spazio abitativo esistente invece di ricrearlo e distribuire i flussi turistici in modo tale che i luoghi non siano saturi o addirittura distrutti
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