MondoMostreSkira ha allestito al Museo della Permanente a Milano (via Filippo Turati 34) la mostra “Caravaggio. Oltre la tela: la mostra immersiva”, una straordinaria esperienza multimediale originale e inedita che vuole essere una sorta di racconto complementare della grande esposizione che l’ha preceduta, ripercorrendo, con la consulenza scientifica di Rossella Vodret e il Patrocinio del Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo, le tappe della vita e dell’opera dell’artista. La mostra sarà visitabile sino al 27 gennaio 2019.

Due sono le direttrici che ci hanno guidato in questo nuovo progetto – afferma Rossella Vodret, consulente scientifica del progetto – una maggiore conoscenza dell’uomo Caravaggio, e un approfondimento su alcuni suoi capolavori che non è stato possibile esporre in Dentro Caravaggio. Due aspetti indagati e mostrati al pubblico attraverso una precisa chiave di lettura: il Caravaggio nascosto, sia attraverso episodi inediti o poco noti che appartengono alla sfera intima e privata della sua travagliata esistenza, sia grazie a una particolare visione dei capolavori del grande genio lombardo“.

San Giovanni Battista

Il progetto Caravaggio. Oltre la tela: La mostra immersiva nasce infatti dall’oggettiva impossibilità di mostrare dal vivo capolavori inamovibili ma indispensabili per capire realmente il genio del Merisi. Opere fondamentali come i quadri della Cappella Contarelli a San Luigi dei Francesi o della Cappella Cerasi a Santa Maria del Popolo, così come le opere del Louvre, estremamente fragili, come la scandalosa Morte della Vergine – dipinta per essere posizionata sull’altare di Santa Maria della Scala a Roma e rifiutata dai committenti – e ancora il dipinto murale del Gabinetto Alchemico del casino Ludovisi o la gigantesca tela con la Decollazione del Battista conservata nella Concattedrale de La Valletta a Malta, che valse a Caravaggio la Croce di Malta, o la Medusa conservata agli Uffizi e tanti altri ancora.

Medusa

Grazie all’utilizzo del video mapping, tali opere verranno presentate nella loro integralità architettonica dando la possibilità al visitatore di fruirle così come inizialmente concepite dall’artista. La mostra, attraverso l’utilizzo di nuove e sofisticate tecnologie, accompagna il visitatore in un percorso immersivo cinematografico che, pur basato su informazioni scientifiche, emoziona e coinvolge il visitatore rendendolo parte integrante della storia umana ed artistica nella quale è egli stesso immerso.

Martirio San Matteo

Il percorso della durata di 45 minuti è accompagnato da una narrazione che utilizza la tecnologia binaurale – tutti i visitatori saranno dotati di cuffie speciali – ed è composto da una alternanza di immagini girate appositamente per la mostra, ispirate alla storia personale dell’artista, di effetti speciali, di capolavori. Una narrazione intensa e coinvolgente che dalla gioventù milanese – segnata dal flagello della peste – porterà Caravaggio a morire, solo, sulla spiaggia della Feniglia dopo aver attraversato la straordinaria Roma del primo Seicento, protetto da potenti nobili e porporati, ed esserne fuggito a Napoli, poi a Malta, a Palermo, nuovamente a Napoli.

Giove, Nettuno e Plutone – Gabinetto alchemico Casino Aurora

Il percorso della mostra è fedele alla cronologia e come in una narrazione teatrale è suddiviso in quattro atti e illustra oltre cinquanta opere di Caravaggio.

Nella prima parte, dedicata alla gioventù e formazione si vede il giovane Michelangelo diventare apprendista a Milano nello studio di Simone Peterzano e successivamente a Roma: una città in profonda trasformazione ma anche la capitale artistica dell’Europa con centinaia di artisti all’opera. Qui inizia faticosamente la sua carriera: dipingerà opere straordinarie quali Riposo nella fuga in Egitto, la Buona Ventura e I Bari.

Fanciulli

Il secondo atto e è dedicato agli anni del trionfo: viene “scoperto” dal potente Cardinal del Monte che lo prende a dimora, e proiettato in un mondo di ricchezza e cultura. Nel 1600, la svolta, con la commissione della Cappella Contarelli a San Luigi dei Francesi: un enorme successo. Dipingerà poi il Gabinetto Alchemico e la Cappella Cerasi, la sua fama giunge a Firenze con la Medusa commissionata dal Cardinal del Monte per Federico I de’ Medici.

Il terzo atto guarda però ad un’altra Roma, quella dei bassifondi di Caravaggio: continua a bazzicare le taverne, a giocare, a frequentare prostitute. Smette di vivere dai potenti Cardinali e affitta uno studio dove vive con Cecco del Caravaggio, forse il suo amante. Dipingerà capolavori come Giuditta e Oloferne, Amore Vincitore, la criticata Madonna dei Pellegrini, la Madonna dei Palafrenieri, la Morte della Vergine che viene rifiutata dai Carmelitani Scalzi. Di lì a poco ucciderà in una rissa Ranuccio Tomassoni e fugge: viene sentenziato a morte in absentia.

L’ultimo atto è dedicato agli anni della fuga. Prima a Napoli dove dipinge la Flagellazione e le Sette Opere di Misericordia, poi a Malta con capolavori come il Ritratto del Gran Maestro Alof de Wignacourt, o la Decollazione. Ma anche da Malta, dopo una lite, deve scappare in Sicilia dove lascerà opere straordinarie come il Seppellimento di Santa Lucia o la Resurrezione di Lazzaro. Rientra a Napoli, ospite di Costanza Colonna e
spera nell’intercessione del Cardinal Borghese presso il Papa Paolo V affinché ottenga la grazia papale. Dipingerà il Martirio di Santo’Orsola, suo ultimo quadro e si imbarcherà per tornare verso Roma. Morirà il 18 luglio 1610 a Porto Ercole senza aver compiuto quarant’anni.

Non solo grazie a un sofisticato sistema di multi-proiezione a grandissime dimensioni, Caravaggio. Oltre la tela: La mostra immersiva vuole entrare nelle opere inamovibili con analisi forensi fatte anche a seguito della campagna diagnostica della mostra milanese, per scoprire cosa si nasconde dentro le più famose opere di Caravaggio. Come nel Martirio di San Matteo della Cappella Contarelli dove scopriamo due redazioni diverse, una sopra l’altra, sulla stessa tela: Caravaggio realizza una prima versione compiuta, non solo un abbozzo, ispirandosi ai maestri del passato. Ma poi, insoddisfatto, copre l’opera e ricomincia da capo. O nella Giuditta che taglia la testa a Oloferne dove Caravaggio allontana i margini della ferita e cambia posizione a tutta la testa, in origine più attaccata al corpo: forse per fedeltà ai testi sacri che riportano come Oloferne venga colpito due volte prima di essere decapitato. Giuditta ha scagliato il primo colpo e sta per scagliare il secondo, quello decisivo necessario per il completo distacco della testa.

Caravaggio. Oltre la tela: La mostra immersiva ripercorre i capolavori di Caravaggio utilizzando un approccio contemporaneo all’opera d’arte. Un percorso coinvolgente, emozionante a tratti anche sorprendente ed onirico, che tesse un racconto dell’uomo e dell’artista, in continua sovrapposizione, del contesto storico e sociale nel quale operava.

La mostra, prodotta da NSPRD per Experience Exhibitions ha coinvolto un team di giovani sceneggiatori, cineasti, video artisti, scenografi, doppiatori che con la consulenza scientifica di Rossella Vodret, hanno elaborato un nuovo formato di mostra immersiva, che non si limita alla semplice presentazione delle opere in alta risoluzione e dei loro dettagli, ma che mira a sfruttare al massimo le ultime tecnologie per una divulgazione scientifica di ultima generazione. Con l’ausilio di sedici videoproiettori, effetti sorprendenti, immagini uniche, il visitatore potrà scoprire il Caravaggio oltre la tela.

Scheda tecnica

La realizzazione di Caravaggio Oltre la tela è il risultato di un lavoro interdisciplinare che ha visto oltre 50 professionisti di 5 nazionalità diverse, provenienti da campi estremamente differenti, collaborare insieme. Curatori, registi, architetti, scenografi, sceneggiatori, attori, musicisti, performers, effettisti, maghi del 3D mapping, cineasti, si sono contaminati l’un l’altro dando vita ad un progetto di narrative experience.

360 sono le ore di girato, 3.000 le ore di post produzione, 4 le tecnologie innovative utilizzate: l’audio binaurale che permette di percepire i suoni a dinamica naturale, il mapping che gioca con la superficie degli oggetti alterandone la percezione con proiezioni tridimensionali, le immagini tridimensionali di qualità cinematografica realizzate su Pc (tecnica nota come Computer Generated Imagery o Cgi) e video realizzati con strumentazioni Ultra High Speed, in grado di cogliere nitidamente movimenti molto veloci.

Molteplici i supporti tecnologici impiegati tra cui 16 video proiettori laser di ultima generazione e una macchina da presa Phantom V640 con sensore da 4 megapixel al secondo per le riprese in studio, che consente un velocità di fotogramma a piena risoluzione di oltre 2700 fotogrammi al secondo. L’esperienza è poi corroborata dall’utilizzo di macchine più tradizionali che ricordano il teatro quali quella del fumo, degli odori e stroboscopi.

Il progetto è stato ideato e prodotto da NSPRD, società di recente costituzione che ha come obbiettivo la divulgazione culturale attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie e la creazione di format innovativi, coinvolgenti ed emozionanti per un pubblico sempre più esigente. Il progetto, realizzato per Experience Exhibitions, è sotto la regia di Martina Margaux Cozzi, il 3D mapping e Cgi è curato da Dirty Monitor e la scenografia da Stefano Pirovano.

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