Sopra Ornavasso, sulla strada che porta al Santuario della Madonna del Boden, si trova l’antica cava di marmo. Una cava ora non più utilizzata e visitabile. Un percorso affascinante.

Il marmo di Ornavasso ha dato vita ad alcuni capolavori dell’arte italiana: il Duomo di Milano, in particolare per il rivestimento esterno e le lastre dei pavimenti, la facciata della Certosa di Pavia e il rivestimento dei pilastri nell’Ottagono del Duomo di Pavia, cantieri che a partire dal Cinquecento impegneranno per secoli le cave di Ornavasso. Sono in marmo di Ornavasso anche i rivestimenti delle absidi di San Carlo e Santa Cristina a Torino, l’altare e i pinnacoli della chiesa di Busto Arsizio, l’altare della Chiesa del Sestriere, la chiesa di San Fedele e l’Arco della Pace in Corso Sempione a Milano. Tra gli artisti più recenti e noti basti ricordare i nomi di Giò Pomodoro e Giancarlo Sangregorio.

Non a caso, dall’altra parte delle valle si trova la cava di Candoglia, che ha la stessa vena di marmo di Ornavasso, di proprietà della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.

La visita parte dalla galleria inferiore. Si entra con il trenino che con un breve tratto conduce al salone di estrazione inferiore.

Successivamente, si sale alla cava superiore passando per grotte naturali scavate nella roccia.

E si arriva alla grande e affascinante sala di estrazione superiore. Il valore del prezioso materiale del salone è esaltato dalla grandiosità delle pareti di marmo e dalla vastità dell’ambiente: la visita in questo luogo coincide con la fase più sensoriale del percorso.