Stato sovrano, membro a pieno titolo di organizzazioni internazionali (fra le quali il Consiglio di Europa, le Nazioni Unite e l’UNESCO), San Marino ha sottoscritto gli obiettivi dell’agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: ma solo a fronte di politiche ambientali più coraggiose e incisive da parte del Governo e a una maggiore attenzione ai temi dell’ambiente da parte dei suoi 33.000 cittadini residenti, il cambiamento potrà attecchire anche qui. Parola dei promotori di “San Marino Green Festival”, in programma il 20-21-22 settembre nell’antica Terra della libertà per stimolare una road map lastricata di verde.

Seduti ad aspettare gli effetti del global warming? No, grazie! San Marino non ci sta a fare da spettatore di chi, nel mondo, contrasta le cause del cambiamento climatico. Intende al contrario dare il proprio contributo, attuando azioni di stimolo per la salvaguardia del Pianeta e della sua biosfera. Lo fa con la prima edizione del San Marino Green Festival, dal 20 al 22 settembre: una tre giorni ricca di eventi, workshop e convegni dedicati alla sostenibilità, all’economia circolare, all’emergenza climatica nelle sue molteplici correlazioni: innovazione tecnologica, energie rinnovabili, mobilità, pianificazione territoriale, risorse agroalimentari, turismo.

Membro a pieno titolo di numerose organizzazioni internazionali, fra le quali il Consiglio di Europa, le Nazioni Unite e l’UNESCO, San Marino ha sottoscritto gli obiettivi dell’agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: “ma solo a fronte di politiche ambientali più coraggiose e incisive da parte del Governo e a una maggiore attenzione ai temi dell’ambiente da parte dei suoi 33.000 abitanti, il cambiamento potrà avere luogo anche qui”, chiosa l’organizzazione del Festival!

A San Marino, infatti, l’agenda delle politiche ambientali arranca rispetto all’Italia e all’Europa: questo anche a causa della inosservanza dei Piani Energetici Nazionali che il piccolo Stato si è dato: sia di quelli precedenti, sia di quello in vigore (2018-2021). Quest’ultimo PEN, il cui deciso intento è di accelerare la crescita sostenibile e l’implementazione dello sfruttamento delle energie rinnovabili, consegna purtroppo la fotografia di una Repubblica che ancora “consuma per il proprio fabbisogno energia prodotta da fonti energetiche non rinnovabili quali petrolio, gas naturale, carbone. Da tali consumi e da altre attività antropiche conseguono inderogabilmente emissioni di gas climalteranti, tra cui anidride carbonica, metano, monossido di carbonio, composti organici volatili non metanici, protossido di azoto ed ossidi d’azoto.” Purtroppo, continuando a leggere l’ultimo aggiornamento del Piano: “le valutazioni sammarinesi su fabbisogni, consumi ed emissioni risentono del mancato aggiornamento normativo, e appaiono oggi non adeguate al corrispondente panorama italiano ed europeo”.

Incastonato in territorio italiano, San Marino dipende in effetti ancora troppo dai vicini italiani per lo smaltimento dei rifiuti, la depurazione delle acque e il fabbisogno elettrico (se si fa eccezione del fotovoltaico: un migliaio di impianti in tutto). Peccato, perché basterebbe una legge che agevolasse la co- generazione nei settori industriali e agro-alimentare; così come l’installazione di pale eoliche (non ancora permesse), per assicurarsi un futuro più green e diventare indipendente da fonti fossili nel volgere di pochi anni: dapprima nel settore elettrico, poi negli altri campi.

Ecco dunque uno dei perché di San Marino Green Festival, che intende anche essere da stimolo alle istituzioni fin dal suo sottotitolo: “Abbattere i muri, coltivare speranze”.

Organizzato da Fuorigioco Network, la manifestazione presenta un programma ricco e multidisciplinare, dislocato in ben otto location distribuite fra il Centro Storico (Castello di Città) e il Castello di Serravalle. I contenuti del festival portano la firma dell’ideatore e direttore della iniziativa Gabriele Geminiani: da anni attivo nei campi della comunicazione, della progettazione di eventi in ambito artistico, culturale e ambientale.

Fra gli appuntamenti clou del festival vi è quello inaugurale; quando si darà voce a coloro che più degli adulti pagheranno per quanto sta accadendo e accadrà a causa dei cambiamenti climatici: le giovani generazioni. Venerdì 20 settembre, alle ore 9,15, presso Palazzo Graziani, gli alunni di una scuola elementare sammarinese, consegneranno nelle mani dei Capitani Reggenti (i capi di stato sammarinesi) le proprie lettere. Nelle missive chiederanno, con differenti linguaggi che vanno dalla scrittura al disegno, di prendersi a cuore il loro futuro! Sempre venerdì 20, alle 21, andrà in scena il monologo teatrale di Roberto Mercadini: “Noi Siamo il Suolo, noi Siamo la Terra”. 

Da evidenziare successivamente, sabato 21 alle ore 14,30, un workshop dedicato a “Finanza Sostenibile ed Economia Circolare“, con la partecipazione di Francesco Bicciato, Segretario Generale Forum per la Finanza Sostenibile; Gianfrancesco Rizzuti, Responsabile Comunicazione FeBAF (Federazione Assicurazioni Finanza); Giovanna Zacchi, Referente Attività RSI BPER Banca e Nazzareno Gabrielli, Vice-direttore Generale, Banca Popolare Etica.

Per tutta la manifestazione saranno presenti autori, esperti, artisti, ricercatori e imprenditori. Fra i quali Niccolò Branca, Fabrizio Cotza, Pietro Maroè, Massimo Vacchetta, Alberto Bellini, Elisabetta Zavoli e tanti altri. Presente anche la onlus Still I Rise di Nicolò Govoni, con l’anteprima della mostra fotografica ” Through Our Eyes” presso il Monastero di Santa Chiara. Coinvolto anche José Mujica, ex presidente dell’Uruguay e simbolo mondiale di sviluppo sostenibile e sobrietà.

Il programma completo è visionabile e scaricabile qui.

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